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domenica 2 giugno 2019

"Il magnifico perdente" di Sonia Morganti

a cura di Francesca Giovannetti

Il magnifico perdente: Mazzini, l’esule indomito.

Magnifico, perché  tale fu, nel suo pensiero di collaborazione fra classi, nel suo sogno di libertà, indipendenza, unità.
Perdente, dopo il fallimento dei moti del ’48, riparò a Londra.
Esule, combattente, indomito.

Impossibile che questo libro non strappi un pezzo di cuore al lettore.
Negli anni di esilio a Londra , Mazzini compì la grande impresa di istituire la scuola gratuita di Hatton Garden. Una pagina meno conosciuta della sua vita, ma carica del valore fondamentale dell’istruzione, dell’importanza di essere visti , riconosciuti, considerati. Dare luce agli invisibili, agli ultimi, a chi sta ai margini. Questo miracolo compì Giuseppe Mazzini, magnifico perdente  in terra straniera.

In questo testo non c’è il Mazzini studiato sui libri di scuola, ma il Mazzini “uomo”, con i suoi dubbi, le incertezze, la profonda nostalgia dell’Italia, la malinconia di amori perduti; tutto avvolto dalla nebbia londinese, schermato, ovattato dalla pioggia e dal nerofumo.
Una Londra vivace, riparo di italiani con un sogno nel cuore e uno scalpitate coraggio. Giuseppe mantiene vivo ogni contatto possibile per via epistolare, mette tutto in numerose righe, affinché i suoi cari possano comprendere. E mentre il dolore del passato serra il cuore in una morsa tenace, prendono forma i progetti per il futuro. 


Ma un grande uomo non trascura il presente. Dunque eccolo, un eroe dal fisico esile e dalla mente in fermento che vede la tratta dei bambini italiani costretti a mendicare. Ma non si limita ad accorgersi della loro esistenza, bensì agisce, mette in moto una macchina di solidarietà per consentire loro di prendere coscienza di se stessi ed entrare nel mondo. Ma tutto ha il suo prezzo, anche l’altruismo: non mancheranno sospetti, ostacoli, inganni.

Il dramma dello straniero in terra straniera, fuggito dal suolo patrio in cerca di un futuro migliore. Ed ecco che l’età di Mazzini diventa la nostra; quei tormenti sono dolorosamente attuali: decidere di andare all’estero per trovare l’opportunità di dimostrare il proprio valore. La storia si ripete, implacabile e non sempre ha un lieto fine.

Lo stile narrativo di Sonia Morganti entra nel cuore. Parole che si fanno poesia; una musica in lettere. L’autrice porta alla luce con forza vibrante ogni sentimento, sensazione, umore. Sembra quasi di vederlo, Giuseppe Mazzini, mentre fa scorrere la penna sui fogli, mentre pizzica le corde della sua inseparabile chitarra, mentre si perde, nel dubbio, nel dolore, nella speranza. E intorno a lui la fumosa Londra, di poco accogliente impatto, ma rifugio sicuro…o quasi.

Un romanzo storico su un aspetto meno noto di un uomo grande per gli ideali e per il cuore.
Da leggere, assolutamente.


Titolo : Il magnifico perdente-Mazzini, l'esule indomito
Autore : Sonia Morganti
Casa Editrice : Oakmond Publishing 
























venerdì 24 maggio 2019

"MARE NERO" di Francesco Viviano


a cura di Francesca Giovannetti

“ Un inviato di Repubblica sul fronte dei migranti”: queste le parole sulla copertina, che da sole racchiudono tutto il senso del libro.
Un insieme di articoli di cronaca e interviste fatte da chi era in prima fila, nel vero senso della parola. Il giornalista Francesco Viviano infatti, ha compiuto il viaggio della speranza su uno fra le centinaia di barconi che solcano quel maledetto tratto di mare. Si è infiltrato fra i disperati, per vedere, toccare, raccontare. E li ha incontrati nella ufficialità della sua veste, appena sbarcati, appena usciti dall'incubo. Li ha visti, li ha ascoltati , ha raccolto le testimonianze dirette.

Ne esce un libro crudo fino alla sua più minima essenza. Ci sono i fatti che parlano chiaro. Ci sono le interviste dei sopravvissuti, il loro dolore, il terrore, il barlume di speranza. Ci sono gli ordini di rimpatrio da rispettare, a volte a denti stretti, dagli uomini della nostra Marina che non vogliono che sia scritto il loro nome perché l’eseguire la direttiva li ha fatti sentire colpevoli: hanno riconsegnato alla morte chi dalla morte ha tentato disperatamente di scampare.

La dinamica, viaggio dopo viaggio, salvataggio dopo la salvataggio, naufragio dopo naufragio, si ripete inesorabile.
Inizia con il terrore degli Asma Boys, criminali libici che attendono i profughi dopo i confini di Gambia, Niger e Ciad e li rinchiudono in veri e proprio campi di terrore, esposti a fame, torture e stupri. Cominciano le richieste di denaro, se vengono soddisfatte, i disperati si avvicinano al mare per essere stipati su malconci barconi.
C’è una “scala razziale” per l’imbarco e per i posti assegnati, non si va solo in base al denaro consegnato. I “neri neri” vengono stipati nelle stiva e dentro la sala macchine, saranno i primi a morire annegati in caso di naufragio. Se il barcone non affonda appena salpato c’è la possibilità di essere intercettati da un peschereccio o da una nave militare, ma appena gli occhi intravedono una speranza, dopo giorni in balia del mare e della morte, l’esultanza gioca la sua beffarda carta. Molti sono i racconti di rovesciamenti e decine di annegamenti a causa del ribaltamento di una imbarcazione poco sicura e carica fino oltre l’immaginabile. Si agitano le mani, ci si alza in piedi, si grida: e la morte divora.

Storie di famiglie spezzate, di bambini inghiottiti dalle onde, di giovani donne incinte annegate. Un orrore infinito.
Questo testo è una pugnalata al cuore. È la realtà senza filtro o condizionamento. Come se l’autore dicesse : “Questo è ciò che accade, a te le conclusioni.”

MARE NERO , cimitero di migliaia di uomini, donne , bambini che resteranno senza nome.

Oltre gli slogan sbraitati senza cognizione, i pregiudizi velenosi che creano tanto consenso, oltre tutto, c’è questo libro. Uno schiaffo alla coscienza, un richiamo brusco e indispensabile alla realtà dei fatti.
Mi sono cadute le lacrime. Mi sono accorta che non ne ero degna.
Le mie lacrime sono niente di fronte a chi, ormai non è più in grado neanche di piangere.

Titolo : Mare Nero
Autore : Francesco Viviano
Casa Editrice : Ernesto di Lorenzo Editore


sabato 13 aprile 2019

"Io sono niente" di Laura Radiconcini

a cura di Francesca Giovannetti


1943, Appennino bolognese. Il giovane paracadutista Matthew Roberts viene reclutato dai servizi segreti militari per un’importante missione che lo porterà a nascondersi in un casolare isolato dove incontrerà l’amore. Mentre tenta di raggiungere di nuovo il suo battaglione viene catturato da due vampiri che, dopo averlo aggredito, lo trasformeranno in uno di loro. Matthew è costretto a scegliere una nuova vita, adattandosi al suo cambiamento e alla guerra che ancora imperversa.

L’autrice è stata in grado di miscelare l’elemento fantasy e quello storico con incredibile abilità.
Per quanto possano abbondare le saghe e la cinematografia sui vampiri, l’opera rimane originale nel suo genere, per aver dato vita a un personaggio vampiro e partigiano. Due figure caratteriali così distanti da lasciare quasi perplessi, ma che costruiscono un personaggio unico.

La cura nella descrizione dei fatti storici ,insieme a quella delle descrizioni dei luoghi , rivela l’attenzione dell’autrice nella stesura dell’opera. I mesi di sofferenza, paura e confusione che pervadono l’Italia negli ultimi anni prima della fine del conflitto sono resi con realismo ed efficacia.
In questo accurato quadro storico si inserisce un personaggio fantasy, Matthew, il vampiro, che mette la sua forza soprannaturale al servizio dei partigiani.

Ma il conflitto descritto non è soltanto quello della guerra. Ne esiste un secondo, che pervade il libro dalla prima all’ultima pagina, ed è il conflitto interiore del protagonista. Rinascendo come “ mostro” lotta contro la natura che gli è stata inflitta in un duello continuo fra impulso e ragione che lo porta quasi allo sfinimento dell’ anima.

La domanda che aleggia è eterna : può nascere il bene da ciò che è malvagio?
Esiste questa possibilità, ma è una via difficile, una scelta verso il bene da rinnovare quotidianamente. È più semplice lasciarsi andare, abbandonarsi agli istinti: richiede meno impegno ma ripaga con la perdita di se stessi.
È facile intuire cosa  sia essenziale per perseguire la scelta giusta: l’amore.

Matthew e Claudia, un vampiro e una umana, un non vivo e un cuore pulsante. I loro destini sono indissolubilmente legati. Claudia, minuta e tenace, fragile e combattiva, determinata a rischiare per amore. Una protagonista femminile perfetta.

Lo stile dell’autrice è lineare e costante. Un libro che attira e scorre dosando con sapienza amore, guerra, conflitti interiori e contesto storico.
Intenso e piacevole, consigliatissimo per gli amanti del genere.

Autore : Laura Radiconcini
Titolo : Io sono niente
Casa Editrice : Oakmond Publishing

lunedì 4 marzo 2019

"La contrada dei tagliatori di pietra" di Flavia Guzzo

a cura di Francesca Giovannetti



Italia, Altopiano di Asiago, La Grande Guerra

"La contrada dei tagliatori di pietra" è un romanzo storico corale e familiare di ampio respiro. Sebbene Teresa sia la protagonista principale, il ventaglio dei personaggi che la circondano è indispensabile per l’ottima resa del testo. Teresa è il punto di riferimento del libro. All’inizio giovane, bellissima e ribelle, si trasforma in una madre ferocemente protettiva senza perdere un briciolo né del suo spirito indomito e battagliero né della sua bellezza. Appena ventenne manderà a monte un matrimonio a pochi giorni dalla celebrazione per sposare invece Meni: uomo mite, rispetto all’esuberante moglie, innamorato e incline a perdonare una donna spesso preda di passioni fugaci. Genitori di ben nove figli, attraverseranno il cruento e devastante conflitto mondiale rimanendo uniti nella difficoltà. 

Le minuziose descrizione dell’altopiano trasmettono a chi legge il legame profondo tra la terra e i suoi abitanti. La bellezza della terra come madre, che dà la vita, il cibo, il necessario per la sopravvivenza anche nei tempi più bui. La contrada è un piccolo mondo dove tutti si è famiglia, il prete, l’oste ,la perpetua, il bottegaio.  Tutti insieme patiranno, tutti insieme sfolleranno, infreddoliti e spaventati, dopo lo sfondamento del Austriaci. In questo terrificante e devastante vento di guerra gli abitanti rimarranno uniti , si muoveranno compatti come una sola realtà. 
Nessuno è solo : ecco la grande luce di questo romanzo storico.

Lo stile è scorrevole, l’autrice riesce a ritagliare momenti di vita familiare dipingendoli con una dose di ironia che fa sorridere e alleggerisce il contesto. Una storia forte e drammatica, vissuta attraverso gli occhi degli ultimi. Flavia Guzzo descrive luoghi e società del tempo, restituendoci un quadro veritiero dell’Italia del primo Novecento e sono da lodare  lo studio e la seria ricerca che stanno alle spalle dell’opera.

Ciò che rende speciale il libro, ai miei occhi, è la mancanza di un eroe in un romanzo dove eroi lo sono tutti. La madre che difende i propri figli, il padre che mette la famiglia al primo posto, il prete e la perpetua che organizzano l’assistenza ai feriti e la mensa per gli sfollati, i ragazzi che partono per la guerra e ne tornano uomini, la pietà nei confronti di chi fugge al conflitto, nei confronti di chi ne torna cambiato per sempre, nei confronti di chi ha perso figli o marito. Una comunità intera a cui le bombe bussano alla porta, nel senso letterale del termine, mentre in molti , troppi , non capiscono le “manovre di quelli là a Roma”, ma lottano, reagiscono, si adattano all’inevitabile.

E in un momento dove gli uomini partono per la guerra, le donne sono la vera forza. Tante sono le figure femminili a cui l’autrice rende onore: l’indomabile Teresa, prima fra tutte, ma seguono la perpetua Italia, donna arguta e di enorme buonsenso, la maestra Emma, giovane  e istruita, con una mente "che fa invidia a un generale", la battagliera Matilda, suora infermiera, che non guarda le stellette sulle uniformi dei soldati quando c’è da maledire la guerra.
Per completare il quadro, un nugolo di bambini di tutte le età, cresciuti nell’amore e nella guerra, abituati a giocare con lo scoppio delle granate come sottofondo, innocenti e impertinenti come solo i bambini sanno essere.

Un romanzo da leggere per capire una parte della nostra storia, la guerra fuori dalle stanze di potere e dentro le case di chi l’ha vissuta.
Un romanzo doloroso, vivace e intenso, che riesce anche a strappare un sorriso in mezzo alle lacrime.
Consigliato.

Titolo  : La contrada dei tagliatori di pietra
Autore : Flavia Guzzo
Casa Editrice : Rigoni di Asiago

giovedì 14 febbraio 2019

"La chiave dei ricordi" di Kathryn Hughes

a cura di Francesca Giovannetti


È sempre un privilegio e un'emozione, per me, poter leggere un libro in anteprima. Non mi accade spesso, forse proprio per questo ci tengo così tanto .

Grazie al blog letterario Les Fleurs du Mal, ho avuto la possibilità di avere tra le mani questo splendido romanzo, con tre protagoniste femminili che mi sono rimaste nel cuore.

L'ambientazione in un ospedale psichiatrico mi affascina e mi spaventa nello stesso tempo. Ho letto e recensito "Dieci giorni in manicomio" di Nelly Bly, una denuncia da parte di una coraggiosa giornalista ; in questi giorni mi sto perdendo fra le toccanti e commoventi pagine di Alda Merini, " L'altra verità.  Diario di una diversa". Sono entrambi forti libri di impatto, basati su avvenimenti realmente accaduti.

Quello invece che oggi vi propongo è un romanzo: ben scritto, doloroso ma pieno di amore. Vi lascio il link del blog "Les Fleurs du Mal", dove spero abbiate desiderio di leggere le mie parole


.https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/2019/02/14/review-party-la-chiave-dei-ricordi-di-kathryn-hughes-casa-editrice-nord-a-cura-di-francesca-giovannetti/

Titolo : La chiave dei ricordi
Autore : Kathryn Hughes
Casa Editrice : Casa Editrice Nord

mercoledì 30 gennaio 2019

"Patres" di Sonia Morganti

a cura di Francesca Giovannetti

Patres, i nostri antenati, i nostri padri, sono raccontati in questo libro che narra della fondazione di Roma.

La leggenda si fa romanzo, il mito diventa quasi reale; si tocca , si sente, si palpita insieme a chi ha fondato la  capitale di un così grande Impero. Dei, semidei e uomini sotto lo stesso cielo per compiere un fato ineluttabile. 
Il romanzo diventa poesia, come solo Sonia Morganti sa fare. 
Una penna invidiabile per sensibilità  ed empatia. Le parole arrivano dentro, dritte al cuore. Un libro che si legge con gli occhi ma si comprende con l’anima. Ogni descrizione, ogni particolare della natura è reso con immediatezza e precisione. I personaggi sono descritti in ogni sfaccettatura. Come è tipico dell’autrice, non si taglia in due l’umanità  separando "i buoni" dai "cattivi". Ogni essere umano è una tempesta di emozioni e azioni, a volte impulsive, a volte controllate; non esiste la perfezione, non esiste l’eroe, non esiste l’uomo infallibile. I nostri Patres sono come noi,
convivono con luci e ombre e non sempre la luce riesce a squarciare il buio.

Così la nascita di Roma diventa reale, un evento al quale il lettore può assistere. Qui sta la grandezza dell’autrice, nel farti divorare pagine che già conosci, nel tenerti incollato alle pagine nonostante si sappia “come va a finire”. Perché quello che conta non è cosa sia successo, ma come.

Un romanzo all’apparenza semplice che racconta una matassa intricata di sentimenti.
Si viene catturati da quella parte della storia così lontana nel tempo, così vicina nei turbamenti, nelle intenzioni, nelle spinte umane. Siamo evoluti  ma non siamo cambiati. Amore paterno , amore fraterno, amore filiale, sete di potere, invidia, frustrazione, segreti, inganni, rimorso, pentimento. Siamo noi, sono loro.

Un romanzo da custodire, da rileggere, da comprendere fino in fondo, assaporandone la prosa delicata, il tocco gentile e la poesia.
Sonia Morganti si conferma una delle scrittrici più preparate, appassionate e originali che si affacciano sul panorama editoriale.
A un giorno dall’uscita nelle sale del tanto pubblicizzato film “Il primo re” di Matteo Rovere, che si annuncia  come il racconto della fondazione di Roma come non l’abbiamo mai visto, vi assicuro che Patres è il racconto della fondazione di Roma come non l’abbiamo mai letto.
Se volete invece conoscere l’autrice vi lascio il link della splendida presentazione di Patres nella cornice di Villa Capo di Bove.  Io ho assistito, e ne sono stata rapita.

https://www.youtube.com/watch?v=5_rVSN9Ssg4&t=818s




Titolo : Patres
Autore: Sonia Morganti
Casa Editrice : Leone Editore


martedì 22 gennaio 2019

La verità, vi prego...sui blog

a cura di Francesca Giovannetti

Argomento facile facile, che ti appiccica addosso quasi una sentenza di morte, ma questo è il vantaggio dei piccoli numeri che ho : la possibilità di parlare liberamente.


Raramente, fra chi gestisce un blog, si troveranno dei veri e propri professionisti, cioè giornalisti e critici letterari. Nella maggior parte, me compresa, si tratta di persone con una grande passione per la lettura e che hanno un minimo di familiarità con la lingua italiana, in modo tale da non scrivere soltanto, “questo libro è bello bellissimo” ma riuscendo ad aggiungere qualche argomentazione…si spera sempre in maniera intelligente.

Questa è la realtà.

Essendo tutti composti da persone che di mestiere fanno altro, i blog dovrebbero essere solidali fra di loro: collaborare, consigliarsi, confrontarsi. Non è esattamente così. Se si bazzica nell’ambiente si fa presto a capire che c’è una sorta di guerra perpetua in atto (con tanto di schieramenti e  alleanze). 

"Se collabori con me non puoi collaborare con lui." Non lo dico per sentito dire: è uno dei motivi che mi ha fatto lasciare il  blog con cui ho iniziato.
Se scrivete per noi non scrivete per loro” 
Un patto di non concorrenza in tutto il suo splendore...
Peccato che non sia un lavoro, che  non si riceva uno stipendio, che  non si sia legalmente vincolati a nessuno. Peccato anche che tutto quello viene scritto sia di proprietà dell'autore. Peccato che, però, chi sta in cima alla catena alimentare del blog, possa mettere questi divieti. Dunque non resta che, eventualmente, fare fagotto e salutare con educazione.

Questo è quello che accade.

Molto spesso chi sta in basso, cioè chi non ha contatti diretti né con gli autori né con le case editrici, non sa neanche il motivo delle scelte che vengono fatte, perché si dice il peccato ma non il peccatore; e quindi tu ti ritrovi col divieto di interagire con Tizio o Caio ma a non sapere il perché, o al massimo lo intuisci in maniera molto fumosa.





E ora passiamo al materiale principale che si trova sui blog: le recensioni
Una recensione, se fatta con un minimo di consapevolezza, dovrebbe andare oltre al gusto personale e diventare il più possibile oggettiva. È necessario conoscere le caratteristiche del genere letterario, esaminare lo stile, il lessico, la costruzione dei personaggi, la linearità della trama, il ritmo. Non è facile e  ci vuole tempo.

Come funziona, nella maggior parte di casi, un blog? 
L’autore o la casa editrice ti contatta, invia il testo e in cambio viene pubblicata una recensione.
Qual è la regola d’oro di un blog? Non si stronca un libro.


Riflettiamo su questo punto, che è il nodo centrale (e scorsoio) di tutto l’apparato.
Siamo appassionati di lettura, con le nostre preferenze riguardo a generi e autori, dunque non abbiamo concretamente i titoli per permetterci di giudicare un libro; ma giudicare è vox media, come direbbero i latini, quindi tecnicamente se non ho i titoli per fare una recensione negativa non dovrei averli neanche per farne una positiva: ma quelle si possono fare. Vai a capire…  vai a capire… e per un po’ ci ho anche provato, a capire… sarà legato al fatto che si riceve gratis copia del libro? Io l’ho sospettato, ma molti autori assicurano che non è vero, perché quando inviano una copia del loro lavoro sono pienamente consapevoli di poter ricevere anche critiche negative. 
Quindi chiedo scusa per aver pensato male.

Come funziona invece questo mio spazio personale? Non ricevo libri da autori o case editrici. È successo una sola volta e sono quasi svenuta dalla gioia, perché mi ha contattata un’autrice coi fiocchi, che mi ero già proposta di leggere. Sapevo che il libro non poteva deludermi.
In effetti confesso che sono io a focalizzarmi su case editrici medio-piccole, che hanno cataloghi, a mio avviso, parecchio curati e decido quindi di acquistare personalmente il libro. Ho i miei autori preferiti dei quali cerco di seguire le uscite; spesso compro  qualche mese dopo, perché attendo il digitale, per comodità e risparmio.

In parole povere, nel mio piccolo mondo, comando io.

"Il magnifico perdente" di Sonia Morganti

a cura di Francesca Giovannetti Il magnifico perdente: Mazzini, l’esule indomito . Magnifico , perché   tale fu, nel suo pensiero di ...